La pianura a sud del Po č sempre stata il regno del Lambrusco Mantovano, il vino della tradizione, la bandiera enologica della Bassa Padana orientale. Sin dai tempi antichi, ad innaffiare le specialitŕ gastronomiche mantovane ha provveduto questo spumeggiante vino della bassa, le cui origini risalgono all’epoca dei monaci del Polirone che a San Benedetto Po riscuotevano parte degli affitti direttamente in vino. La zona di produzione dei vini a denominazione di origine controllata “Lambrusco Mantovano” č costituita da due aree disgiunte: una comprendente il Viadanese-Sabbionetano (e cioč il territorio compreso fra il fiume Oglio e il fiume Po), l’altra costituita dall’Oltre Po Mantovano. L’uva che costituisce questo nettare degli Dči, al 90% č una e una sola, articolata semmai nelle sue varie sottofamiglie e tipologie (Lambrusco Viadanese detto anche Groppello Ruberti, Lambrusco Maestri, Lambrusco Marani e Lambrusco Salamino), con un prodotto finale caratterizzato da influenze territoriali (nella zona del Viadanese-Sabbionetano il Lambrusco Mantovano č di solito stimato come piů colorito, asciutto, di spuma consistente e forte di corpo, mentre altrove č generalmente piů fresco e beverino). Per il resto, completano il quadro Ancellotta e Fortana. Essendo un vino frizzante, il Lambrusco Mantovano Doc viene sottoposto a rifermentazione, mediante la quale si ottiene la formazione della spuma. La dolcificazione si effettua con mosti d’uva o mosti concentrati, tutti provenienti da uve atte alla produzione di questo vino Doc.
Per coglierne appieno il gusto, č consigliabile abbinare il Lambrusco mantovano Doc con preparazione poco strutturate, come brodini di carne, bolliti misti e cotechini in umido. Se ne consiglia la degustazione a una temperatura compresa fra i 14°C e i 16°C. E con dimenticate di aggiungerne un po’ nella scodella di quella minestra degli Dči che si chiama “sorbir d’agnoli”, e che non sarebbe completa senza “negŕr i caplčt in d’l’acqua scura”, ossia affogare i piccoli, superbi cappelletti “nell’acqua scura”, cioč nel brodo corretto al vino. |